Normativa

Negli ultimi anni, sotto spinta di una nuova coscienza zoofila, di influenza nord europea, gli organi di governo, prima a livello comunitario e poi nazionale, hanno preso in considerazione la questione del “benessere animale” come elemento da rispettare e tutelare.

Un tempo gli animali erano considerati alla stregua di cose … chi in qualche modo “danneggiava” un animale veniva punito per danneggiamento ad un bene di qualcun altro (altra persona o lo stato per i selvatici), o al massimo per azioni che potevano ledere la sensibilità delle persone che assistevano al maltrattamento.
Oggigiorno gli animali sono considerati “esseri senzienti”, cioè capaci di provare sensazioni ed emozioni, tra cui il dolore e la paura (“Costituzione Europea” TCE), e come tali l’uomo è tenuto ad assicurarne, nel limite del possibile, uno stato di “benessere”.

La normativa che si occupa di benessere animale è piuttosto corposa, comprendendo svariate “leggi” che considerano, a diversi livelli, i vari ambiti zoofili (schema riassuntivo alla fine).
Cercherò di trattare brevemente qui di seguito i principali punti di interesse per il mondo dell’ornitofilia e degli animali non convenzionali.

Lo stato attraverso l’Accordo Stato Regioni del 06/02/2003 ha delegando alle singole Regioni il compito di legiferare (creare leggi) per la tutela del benessere animale, tenendo come linea guida alcuni punti fondamentali individuati dall’autorità statale.

La Regione Emilia Romagna ha emesso in risposta al suddetto accordo la Legge Regionale n.5 del 17/02/2005; è suddivisa in 15 articoli, ognuno dei quali tratta brevemente un argomento di interesse.
All’articolo 9 si parla sinteticamente di volatili ornamentali, considerando in modo molto generico 3 punti essenziali quali “la gabbia deve essere grande abbastanza da non impedire il volo”, “è vietato amputare parti d’ala al fine di impedire il volo” (non è vietato il taglio delle remiganti), “è vietato il mantenimento degli uccelli ornamentali legati al trespolo”.
Quest’ultimo punto, da interpretazione suggeritami dal servizio veterinario dell’Ausl di Parma (il servizio veterinario dell’Ausl è l’organo ufficiale competente in materia di benessere animale), non viene esteso agli uccelli da falconeria, perché essendo appunto da falconeria non vengono considerati animali ornamentali ma ben sì “da lavoro”, cosi come i cani da caccia/trifola/soccorso o come i cavalli da sella.
Va comunque detto che i Falconiformi, per la loro etologia si adattano molto meglio ad essere mantenuti legati ad appositi “blocchi o pertiche” (sono speciali posatoi per rapaci) che in voliere, in entrambi i casi, comunque, devono essere categoricamente lasciati liberi di volare (fuori dal periodo di muta) se non quotidianamente almeno una volta ogni due giorni, è essenziale al fine del benessere.

Come già accennato la L.R. n.5 suddetta è molto sintetica e poco specifica, cosi sempre la Regione ha emesso la Delibera Regionale n.394 del 2006 che fornisce i PARAMETRI TECNICI MINIMI a cui devono rispondere le strutture destinate all’allevamento ed al commercio, come le dimensioni minime delle gabbie o il numero massimo di soggetti detenibili insieme.

La legge è abbastanza chiara e di facile interpretazione; ha una parte introduttiva dove tratta in generale le caratteristiche che devono avere i locali, il personale, gli impianti, ecc. (un po’ esigente in alcuni punti a mio avviso!!!), in seguito poi descrive le caratteristiche tecniche minime per la detenzione di cani-gatti, piccoli mammiferi, volatili, rettili e anfibi, pesci ed in fine parla di competizioni ippiche.
È inutile dilungarsi trascrivendo quel che dice la legge…..è davvero di facile interpretazione….. vi consiglio di leggerla, almeno la parte introduttiva e quella sui volatili, dove sono indicate misure minime ecc…… potete scaricarla cliccando qui di seguito (Delibera Regionale n.394 del 2006).

Concludo citando un punto della legge, a mio avviso importantissimo, in cui si dice che è obbligo dell’allevatore “ allevare custodire animali da compagnia nel rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche secondo l’esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche ”….. detto in parole più semplici è necessario informarsi accuratamente sulle esigenze dei propri animali per fornirgli le condizioni di allevamento ottimali e per poterli accudire nel miglior modo possibile.

Ringrazio il Dott. Daniele Rizzati dirigente
del Servizio Veterinario dell’AUSL di Parma per la sua disponibilità nel chiarirmi
alcuni punti a me oscuri della normativa e nel fornirmi gli estremi di
legge di riferimento.

Dott. Tiziano Iemmi
Medico Veterinario Parma.