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  • Reply to: Opale   4 settimane 1 giorno fa

    Sul quarzo sono dubbioso, anche se propendo per la tesi dell’opale atipico.
    Mi sono espresso in modo abbastanza ampio sul Sito “Verdi & Ardesia” ove ho una rubrica.
    Tale rubrica si chiama “Quattro chiacchiere con Canali” è caratterizzata da tre canarini verde, bianco e rosso ed è in grande evidenza sul portale.
    Se entri trovi varie risposte a quesiti, una di queste è:”melanogenesi del canarino opale” ove parlo del tema in oggetto. Comunque ti ho anticipato il mio orientamento.
    Vorrei ricordare come ho creato il ceppo di opale che mi fece vincere due titoli italiani stamm in anni in cui non si erano mai visti.
    Incrociai dei bruni opale giallo avorio con dei nero gialli, allora detti verdi. Appartenevano ai migliori ceppi disponibili all’epoca, i primi Tossani i secondi Motta e Putto.
    Feci i portatori, accoppiandoli fra di loro ebbi primi neri opale, oltre il resto e continuai così esagerando accoppiai perfino probabile per probabile, i risultati non mancarono, prima titoli regionali poi italiani.
    Quando vinsi il regionale a Parma alcuni erano sbalorditi, non avevano mai visto nulla di simile.
    In effetti i miei neri opale, sembrava che avessero ingoiato una lampadina accesa! Capisci ora perché ogni tanto mi arrabbio quando vedo andare le cose non come si dovrebbe.
    Ci sono anche alcuni aneddoti, Nadino Gillani sentì alcuni saputelli dire che le zampe le passavo con la carta vetrata per renderle lucide! Egli spiegò come fosse naturista il mio allevamento, pieno di erbe selvatiche.
    Sempre Nadino che giudicava altri canarini ai campionati italiani sentì alcuni colleghi che davanti al mio stamm non sapevano cosa dire, non avendo mai visto canarini di quel tipo con quel piumaggio, chiamarono in aiuto Otello Mori, uno dei migliori e più esperti giudici disponibili, che andò in brodo di giuggiole davanti ad uno stamm così raro.
    Cordialmente Giovanni Canali 

  • Reply to: Opale   4 settimane 3 giorni fa

    Grazie infinite per la risposta tempestiva ed esauriente; per il "tu" prometto di  impegnarmi, perché ormai è diventata un'abitudine.

    L'ipotesi sul motivo del fallimento del mio tentativo col nero opale bianco recessivo mi interessa molto e se il problema era a monte, cioè sulla qualità del nero opale, credo che non ci fosse da fare molto se non ricominciare da zero.

    Sull'uso dei portatori purtroppo hai ragione: tanti allevatori non li usano e anche chi acquista, a Reggio Emilia, difficilmente  chiede portatori.  I portatori generalmente vengono ceduti ai  novizi che prendono la coppia, perchè generalmente  si lasciano consigliare.  Sempre parlando di Reggio Emilia, mi piace girare per la mostra scambio e  i "grandi nomi" in genere non hanno portatori di opale. Questo vale sia per gli agata che per i neri, per cui o li vendono in blocco (cosa poco sensata) o non ne fanno uso.

    Confermo che gli atipici hanno un piumaggio migliore e  questo sarà un punto di forza nella diffusione del quarzo, qualora venisse riconosciuto.    A proposito, qual è la tua opinione sull'iniziativa dei Montanaro?  All'atto pratico, anche per quel che dicevi all'inizio, anche il nero opale potrebbe trarne giovamento, ma i dubbi sulla correttezza dell'eventuale riconoscimento credo siano molti, sempre che non si  riesca a dimostrare che si tratta di vera mutazione. 

    Alla prossima

    Stefano Zucchelli

  • Reply to: Opale   4 settimane 4 giorni fa

    Caro Stefano, non capisco perché abbia usato il lei rivolgendoti a me, siamo soci della stessa associazione e non sono poi così vecchio.
    Il nero opale è un problema per diversi motivi. Prima di tutto è e doveva rimanere un tipo di nicchia per amatori. La moda non gli giova. Il nero opale è difficile e richiede accoppiamenti con portatori che non sono affatto amati dai grossi allevatori, i quali, salvo eccezioni, considerano i portatori come un sottoprodotto che è meglio non avere.
    A questo proposito mi stupisce non poco il fatto che tu non abbia ottenuto buoni risultati con i portatori; hai avuto risultati opposti ai miei e a tanti altri allevatori. L’unica ipotesi che mi viene in mente è che forse e sottolineo il forse i soggetti opale che hai utilizzato avessero la melanina in posizione atipica per degli opale (parte superiore della penna) e magari con granuli non sufficientemente ridotti e che la prima situazione fosse la ragione del loro buon piumaggio, l’accoppiamento misto potrebbe avere riportato parzialmente in dietro la situazione con una fase transitoria negativa.
    Per quanto concerne l’azzurro è bene non vederlo anche dove non può essere, solo le penne forti degli intensi pigmentati sono azzurrine. Brinati e mosaico non lo sono e neppure gli apigmentati. Si può notare qualcosa in penombra, limitatamente ai pigmentati.
    Si può arrivare all’azzurrino diffuso solo in soggetti atipici come tipo base, vale a dire poco ossidati con espressione eumelaninica ridotta, i cosiddetti “agatati” come si dice con pessima espressione. La presenza di feomelanina è irrilevante; infatti non si nota neppure, se non con estrema difficoltà per una faccenda di diverse lunghezze d’onda dei colori, in parole povere un inganno ottico. Il cosiddetto “appastellamento” non ha nulla a che vedere con le feo, ma dipende da disegno debole e confuso, attenzione che la debolezza è difetto vero di tipo, ma la confusione è più difetto di piumaggio anche se si attribuisce al tipo.
    La grande confusione che regna, penso che sia dovuta anche al fatto che il piumaggio buono, spesso lo si trova in soggetti atipici selezionati in purezza, senza espressione di riduzione dell’opale ed in particolare è da ritenere senza abbassamento della melanina il che aiuta il piumaggio, ma danneggia la riduzione e l’effetto azzurrino.
    Corretto il discorso che hai fatto, sulla necessità di avere un ottimo tipo base unito ad un ottimo tipo aggiunto opale. Difficile? Certo, quindi chi vuole cimentarsi con il nero opale sappia che avrà difficoltà e magari delusioni coi giudizi, visto che è anche difficile da giudicare.
    Cordialmente Giovanni Canali

  • Reply to: Opale   5 settimane 7 ore fa

    Dott. Canali buongiorno,

    mi sono deciso ad aggiungere qualcosa ai fiumi di parole che da un po' di tempo a questa parte troviamo scritti sulle nostre riviste  sul nero opale, perchè allevo il nero opale da dieci anni e mi pare che nonostante tutto manchi ancora qualche elemento alla discussione.

    Attualmente il nero opale è all'attenzione di giudici, allevatori interessati, Commissione Tecnica ecc. e su questo particolare canarino si è scritto e si sta scrivendo tanto, a volte anche a sproposito, alimentando la confusione. La Commissione Tecnica non si deve stupire se nei soggetti esposti al Campinato Italiano non trova l'eccellenza e la colpa non è dell'esiguo numero dei selezionatori (che in realtà negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale e vede interessato il fior fiore della canaricoltura italiana (vedi Repetti, Loschi, Santi ecc.) ma semmai perchè per anni vinceva un tipo di canarino ed ora questo canarino merita un -3 in tipo.   Poi, nei fatti, vediamo mostre in cui vincono ancora neri opale NERI NERI (vedi il  Campionato Italiano di Parma, dal quale è passato solo un anno) ed altre in cui vincono soggetti privi di disegno, ma chiari.

    Mi pare che tra tutti gli articoli pubblicati da tre anni a questa parte la puntualizzazione più opportuna e necessaria sia stata fatta proprio da Lei su Italia Ornitologica, quando ricordava che l'eumelanina deve essere sì ridotta, ma di massima qualità e "spostata" sulla faccia inferiore della penna. In poche parole, la mutazione deve agire su un ottimo nero e non su un nero già di per se stesso degradato.

    Si è detto che per anni i nero opale vincenti erano troppo scuri, ma semmai il problema era che vincevano anche canarini con disegno piatto, non opalescente (non tutti!); oppure  si parla di azzurro, ma allora mi viene la battuta che ho fatto all'amico Nadino: "ok, la tua canarina è azzurra, ma la mia è blu! Deve vincere la tua o la mia?"  Si potrebbe ottenere un nero opale "chiaro" partendo da un nero di base degradato e sicuramente avremmo a che fare anche con minori problemi di piumaggio, ma se iniziassero a vincere questi neri opale avremmo fatto un bel danno! Ciò che dobbiamo ricercare è invece la cosiddetta "opalescenza" (termine a Lei non caro), o effetto Tyndall, ed un disegno  che si avvicini al nero di base.  In parole semplici,  osservando il canarino pretendo di vedere la tonalità dell'eumelanina cambiare a seconda della direzione dei raggi luminosi; per contro, se la tonalità si dimostra piatta, chiara o scura che sia non mi va bene. 

    Ho notato, e mi è stato confermato anche da validissimi allevatori, che i canarini che eccellono nell'effetto Tyndall non hanno un disegno molto definito e credo che si dovrebbe analizzare a fondo questo elemento. Non parlo di disegno sottile o spezzato tendente all'agata (che, come scritto dalla Commissione tecnica nell'ultimo articolo, merita l'insufficiente) e neppure dell'appastellamento dovuto alla presenza di feomelanina, se vogliamo trovare un'analogia la troviamo nell'onice, allelico all'opale.  Per contro, i soggetti che già ora definiamo tendenti al quarzo hanno un disegno decisamente migliore, che più si avvicina al nero classico.

    Vorrei poi aggiungere un elemento nuovo alla questione piumaggio.

    E' convinzione diffusa che basti utilizzare i portatori per risolvere il problema piumaggio. Per esperienza decennale mi sento di sostenere che la cosa non è così semplice. Ritengo molto interessante la teoria da Lei esposta nell'articolo, però vorrei raccontare la mia esperienza in merito. 

    Anni fa decisi di dedicarmi al nero opale bianco recessivo e me ne procurai due coppie dal Campione del momento.  Per la cronaca, me ne diede una "nero opale blu" e una "nero opale nero" precisando che per lui i nero opale dovevano essere blu ma che vincevano sempre i neri.   Notando una ossidazione di zampe e becco migliorabile, mi procurai una femmina nero giallo intenso ossidatissima e mi feci i portatori. Per mia sfortuna mi feci una gabbionata di portatori, e per mia inesperienza fondai tutto il mio ceppo su questi portatori.  Fu un disastro, perche gli opale propriamente detti (la cosa riguardava in minima parte i neri opale neri), soprattutto i migliori, avevano difetti di piumaggio a livello patologico. I difetti riguardavano le copritrici (la prima regione a dimostrare problemi di piumaggio nell'opale) ma anche le remiganti e le timoniere, le quali non riuscivano a distendersi e il loro vessillo rimaneva ripiegato come quando era avvolto nell'astuccio di cheratina. Tentai per alcuni anni di selezionare questi canarini, facendo uso sempre di portatori, ma non riuscii ad ottenere risultati soddisfacenti e decisi di disfarmi dell'intero ceppo. A dire il vero, anche coi nero opale rosso mosaico inizialmente avevo problemi di piumaggio analoghi seppure meno gravi (nonostante i portatori), soprattutto a partire dal secondo anno di età, e l'inserimento di soggetti ottimi in questo senso, ceduti da un grande allevatore, risolse brillantemente il problema. Ogni anno scambio qualche soggetto con questo  allevatore ed ho notato che una sua femmina del 2010 manifesta copritrici scomposte e mi ha dato un paio di soggetti con penne difettose; con ogni probabilità,  volendosi adeguare alle nuove disposizioni, questo allevatore ha inserito sangue nuovo, che mal sopporta la mutazione opale e solo la sua esperienza saprà eliminare, di nuovo, questo problema.

    Nella speranza di aver fornito qualche elemento utile, porgo cordiali saluti e resto in attesa di una Sua risposta.

    Stefano Zucchelli

  • Reply to: DIBATTIAMO SULLE MACCHIE?   7 settimane 4 giorni fa

    Gentile Alfredo 57.
    ha sbagliato ad usare il Verzellino coi Verdi (Nero gialli); infatti è uno dei peggiori sistemi possibili, che ho assolutamente escluso in diverse occasioni ed anche in occasione di un’altra domanda sul sito a.d.o.p..
    La invito a leggere tale risposta, raggiungibile anche da quì: “Il Verzellino per migliorare un ceppo di Verdi”. Non mi stupiscono pertanto i pessimi risultati ottenuti, mi avrebbe stupito il contrario.
    Per quel che concerne l’utilizzo del Canarino selvatico è certamente meno peggio, ma certo non consigliabile. Forse ipotizzabile il suo uso in un quadro lunghissimo e complesso per allevatori molto esperti. Il selvatico comunque potrebbe giovare solo su aspetti di vitalità, non di espressione del tipo.
    Il fatto è che i neri domestici hanno subito una lunga selezione che li ha resi molto diversi e superiori alla forma selvatica. Le differenze sono in particolare riconducibili ad un disegno ben più lungo e largo, molto maggiore il nero su becco e zampe, varietà più limone, inoltre anche la taglia è maggiore.
    Raccomando selezioni buone con soggetti quanto migliori possibile come partenza. Il mio testo “I colori nel Canarino” è esauriente anche su questo tema.
    Le raccomando di non dare retta alle chiacchiere di certi praticoni; possono mettere fuori strada anche di molto.
    Cordialmente Giovanni Canali

  • Reply to: DIBATTIAMO SULLE MACCHIE?   8 settimane 18 ore fa

    Allevo nero gialli in purezza,alcune volte ho anche incrociato il verzellino ma i risultati non sono stati per niente soddisfacenti.Mi sono prefisso di reperire alla prima occasione un canarino selvatico. Vorrei sapere se questo incrocio con i verdi li può migliorare. In attesa di una risposta invio cordiali saluti-