Riproduzione del Cardinale Rosso (Cardinalis Cardinalis)

Cardinale maschioLa mia Esperienza con il cardinale rosso, risale a un po’ di anni fa, quando trovatone un gruppo proveniente dal Messico da un importatore di animali ne acquistai una coppia. Questo scarlatto Emberizide americano è negli negli Stati Uniti simbolo del freddo come da noi lo è il pettirosso, e per questo spesso raffigurato in cartoline ed iconografie natalizie. Il sessaggio è oltremodo semplice sfoggiando una splendida livrea rossa il maschio, la femmina invece è più dimessa con una colorazione bruna su tutto il corpo e con delle marcature rosse “tipo mosaico”. Il canto poi è altrettanto bello quanto la livrea, il maschio durante la primavera e l’estate si dimostra un instancabile cantore al pari del nostro usignolo, che come lui si fa udire anche la notte. Portata a casa la mia coppia è stata alloggiata in una voliera di due metri per uno per due di altezza, vista la dimensione della specie e la vigoria dei suoi movimenti la voliera è sicuramente l’alloggio adatto per mantenerli in buona salute. Per quanto riguarda il carattere, contrariamente a quanto avevo letto sulla specie in cattività, i miei soggetti si sono dimostrati sempre tolleranti con uccelli di altre specie convivendo tranquillamente con organetti e crocieri, mentre durante la riproduzione sono stati sempre alloggiati a coppie.

Cardinale femmina
Per l’alimentazione si sono dimostrati assai parchi, alimentati di base con del misto da canarini, di questa hanno sempre preferito la scagliola a tutti gli altri semi della miscela, oltre a questa veniva fornita periodicamente una miscela per becchi grossi e in inverno un integrazione in girasole per contrastare il freddo, che per altro non hanno mai dimostrato di soffrire, tarme della farina, camole della cera e insetti vari catturati appositamente nelle trappole non sono mai stati fatti mancare, vista la voracità con cui sono stati sempre appetiti durante tutto l’arco dell’anno.
Per la riproduzione la coppia ha bisogno di spazio e la voliera è bene sia lasciata a loro disposizione. Il nido è sempre stato costruito all’interno di un piccolo cipresso inserito in voliera per lo scopo, mentre altri portanido posizionati alle pareti della voliera sono stati sempre disdegnati.

Cardinale pullus
Ultimato il talamo intessuto quasi esclusivamente con fibra di cocco nel giro di pochi giorni vengono deposte le uova, generalmente in numero di tre di colore scuro e picchiettate, che dopo 13- 15 giorni schiudono. I giovani cardinali, nascono con la pelle violacea e vengono nutriti esclusivamente con insetti fino all’indipendenza.
Le mie coppie si sono dimostrate sempre ottime nutrici dedicandosi alla cura della prole in modo esemplare, e solo in alcuni rari casi sono dovuto intervenire con l’allevamento allo stecco dei pullus di 8 – 10 giorni, non trovandolo assolutamente difficoltoso vista la dimensione del becco e la loro voracità.
Attenzione però! Terminate le cure parentali è bene prontamente togliere i giovani dalla voliera dei genitori in quanto la coppia nidificante li tratterà alla stregua di intrusi e con il potente becco che si ritrovano non è difficile immaginare l’epilogo se non si interviene.
In conclusione posso dire, che con un po’ di accortezza la riproduzione di questo bellissimo emberizide non è assolutamente impossibile, se pur non semplicissima. Purtroppo però la chiusura delle importazioni la reso non facilissimo da reperire qua in Italia, anche se oltralpe il suo allevamento sembra essere abbastanza diffuso.

Comments

Buon giorno....a quanti giorni e meglio toglierli dalla voliera ?....io cio messo un pino finto al centro della voliera cosa mi consigli di mettere un paio di nidi nel pino finto e altri alle pareti? ...ho prendo qualche pezzo ginepro ? ....grazie