Il tipo Isabella

Il tipo Isabella non è il frutto di una mutazione, ma bensì l’interazione (azione comune) di due mutazioni che coesistono nello stesso soggetto.
Tali mutazioni sono il Bruno e l’Agata. Non a caso spesso si parla di Bruno diluito, c’è anche chi proporrebbe di dire Agata-Bruno espressione corretta, anche se temo possa arrecare qualche dubbio o confusione.Il tipo Isabella è stato ottenuto dall’incrocio fra i primi Bruni ed Agata; da questo accoppiamento, per complementazione, nascono maschi Neri portatori di Bruno e di Agata, le femmine sono come il maschio usato, vale a dire Bruno se si usa il maschio Bruno ed Agata se si usa il maschio Agata.
Non deve stupire il fatto che da due caratteri recessivi nasca un dominante, ciò dipende dal fatto che Bruno ed Agata sono si entrambi prodotti da mutazioni recessive e legate al sesso, ma le mutazioni non sono alleliche; riguardano coppie di geni (alleli) diverse, quindi complementano producendo maschi Neri doppiamente eterozigoti. Sul mio testo “I colori nel canarino” nel capitolo “La genesi dell’isabella” il caso è approfondito e spiegato nel dettaglio.
Grazie al crossing-over accoppiando i suddetti maschi Neri portatori di entrambi i caratteri con qualsiasi femmina non si ottengono solo femmine Bruno ed Agata, come accadrebbe se non ci fosse il crossing-over, ma anche Nero ed Isabella, vale a dire, che le femmine Isabella hanno le 2 mutazioni presenti assieme quindi interagenti.
Ottenute le femmine Isabella, non fu difficile avere anche i maschi accoppiando con i maschi Neri portatori di entrambi i caratteri sempre grazie al crossing-over o meglio con Agata portatori di Bruno ottenibili accoppiando I Neri doppiamente eterozigoti con femmine Agata.
I maschi Neri portatori di Bruno e di Agata sono chiamati “passe par tout”, vale a dire che possono consentire di passare dappertutto, come certe chiavi, poiché grazie al crossing-over consentono di avere i 4 tipi base e cioè Nero, Bruno, Agata ed Isabella, c’è anche chi li ha detti “grimaldello”, ma è dizione del tutto desueta.
I maschi Neri “passe par tout” si possono ottenere anche accoppiando Nero x Isabella, in questo caso il fenomeno crossing-over funziona al contrario. Non c’è differenza fenotipica fra i Neri “passe par tout” ottenuti nel primo modo e quelli ottenuti nel secondo, esiste una differenza genetica; infatti in quelli ottenuti nel modo “storico” vale a dire accoppiando Bruno x Agata hanno i 2 geni mutati su cromosomi diversi nell’altro caso e cioè Nero x Isabella i due geni mutati sono su di uno stesso cromosoma, (quello avuto dal genitore Isabella).
Sulle percentuali di incidenza del crossing-over non ci sono dati statici sufficienti che ci consentano di dare percentuali abbastanza precise, possiamo solo dire che l’incidenza è elevata e quindi si presume che i geni interessati siano collocati (locus) lontani nel cromosoma e quindi ricombinati spesso.
Si nota o meglio si notava, visto che i “passe par tout” non si usano quasi più, che dai quelli provenienti dall’accoppiamento Bruno x Agata, si hanno in prevalenza figlie Bruno ed Agata, nel caso di Nero x Isabella invece nascono in prevalenza femmine Nere ed Isabella. Fatto ovvio, evidentemente il crossing-over incide spesso, ma non sempre.
Il fatto che i Neri “passe par tout” non si usino quasi più è dovuto al fatto che quello che si guadagna in quantità si perde in qualità. I tipi base che si ottengono usando i Neri “passe par tout” sono tutti e 4, ma scadenti o pessimi, poiché le linee selettive fra gli ossidati, vale a dire Neri e Bruni, rispetto a quella dei diluiti, vale a dire Agata ed Isabella, sono per molti aspetti addirittura opposte.
Nell’Isabella l’espressione del disegno è la stessa dell’Agata solo che invece del nero abbiamo bruno eumelaninico concentrato di tonalità più chiara del tipo Bruno; infatti è nocciola, ma non deve degenerare schiarendosi troppo.
Il disegno deve essere nocciola ben concentrato, la tonalità dell’eumelanina bruna, deve sempre essere ben distinguibile dalla feomelanina.
La feomelanina bruna diluita è di tonalità caffelatte, la più diluita possibile o ridotta che dir si voglia. L’eumelanina del disegno ben concentrata nocciola con strie sottili e corte a creare un disegno spezzato, circondato da aloni diluiti al massimo detti “mandorle”, le vergature e le marcature saranno ben delimitate dalle ampie “mandorle” periferiche.
L’Isabella usufruisce dell’effetto additivo dei geni modificatori dell’Agata allo stesso modo.
Se avessi voluto essere stringatissimo avrei potuto dire che l’Isabella è la somma di Bruno ed Agata o meglio la versione bruna dell’Agata e che tutto va di conseguenza. In altri termini la stessa selezione che si fa nell’Agata, con l’unica differenza che avremo nocciola anziché nero.
Preciso che l’occhio nei pulcini è molto più chiaro di quello dei Bruni; infatti non appare rossiccio ma rosa, questo per pochi giorni, nell’adulto appare quasi nero, ma uno sguardo esperto in adatte condizioni di luce può notare che non si tratta di nero ma di bruno scurissimo.
Il cosiddetto sottopiuma, cioè la pars plumacea o parte vaporosa appare marrone grigiastro, di tinta più chiara di quella dei Bruni, nei quali invece è praticamente indistinguibile dal nero.
Becco e zampe ovviamente sono carnicini.
I soggetti difettosi come diluizione possono avere disegno lungo, largo, forti presenze di feomelanina bruna non sufficientemente diluita.
Al contrario altri possono essere sbiaditi, a volte il disegno eumelaninico assume un colore quasi da feo.
In certi ceppi si vedono soggetti perfino simili ai Satiné.
Deve essere ben chiaro che diluito e sbiadito non sono affatto sinonimi. Come in un Agata un disegno grigiastro è grave difetto, lo è altrettanto il disegno eumelaninico bruno sbiadito, ovvio? Purtroppo no, c’è stato un periodo che si viaggiava in quella direzione, per fortuna c’è stato un intervento della C. T. N. corretto e correttivo.
Il disegno deve essere completo in ogni parte quindi costituiscono difetto le carenze localizzate, come su testa e fianchi.
Moltissimo tempo or sono, prima del famoso “libretto blu” si prevedevano gli Isabella senza fianchi, probabilmente si riteneva, errando gravemente, che così fossero più diluiti, per fortuna ci si corresse tempestivamente.
Il Satiné latente schiarisce gli Agata e gli Isabella (è allelico all’Agata), negli Agata la schiarita nei Brinato e nei Mosaico crea forte somiglianza con l’Agata pastello, negli Isabella pur essendoci uguale schiarita non si arriva a somigliare all’Isabella pastello per via, ritengo, dell’ulteriore riduzione che c’è ad opera dei geni modificatori del Pastello, tuttavia la schiarita è evidente e tali soggetti non devono assolutamente essere considerati migliori, poiché perdono la tipicità del disegno.
Come nell’Agata anche nell’Isabella in presenza della categoria intenso nei portatori di Satiné il disegno regge, per via del restringimento del vessillo che concentra il disegno stesso.
Ci si comporta come nell’Agata, si fa quel che si può, ma non si deve penalizzare senza ragioni obiettive.
Si giudica il fenotipo non il genotipo. Si eviterà di pretendere troppo dagli Isabella omozigoti.
Nella selezione si scelgono i migliori, magari in compensazione, come nell’Agata, pari, pari, (vedere il pezzo dedicato all’Agata) inoltre per mantenere il disegno nitido, oltre alla selezione si accoppierà con ottimi Agata, così come nei Bruno si accoppia con il Nero - bruno.
Per l’Isabella, secondo me, si dovrebbero ricorrere all’accoppiamento misto più spesso di quanto vi si ricorra coi Bruni. Nella selezione dell’Isabella si può benissimo fare l’accoppiamento misto anche ogni volta, visto che si possono benissimo ottenere dalla stessa coppia sia ottimi Isabella che ottimi Agata.
Lo schema è identico a quello del tipo Bruno, tuttavia lo ribadisco, anche se basterebbe scrivere Isabella al posto di Bruno ed Agata al posto di Nero. Ricordo che, per convenzione, scrivo prima i maschi.
Isabella x Isabella = tutti Isabella
Isabella x Agata = maschi Agata/Isabella e femmine Isabella
Agata x Isabella = maschi Agata/Isabella e femmine Agata
Agata/Isabella x Agata = maschi metà Agata e metà Agata/Isabella
femmine metà Agata e metà Isabella
Agata/Isabella x Isabella = maschi metà Agata/Isabella e metà Isabella
femmine metà Agata e metà Isabella.
Agata x Agata = tutti Agata.
Si potrebbe contestare, con ragione, il fatto che dica ed indichi come Agata portatore di Isabella anziché Agata portatore di Bruno, come in effetti sarebbe corretto fare. Ho fatto questa scelta, per diversi motivi: è nell’uso, inoltre temo che molti si potrebbero confondere, pensando ad un Agata portatore di Bruno nel senso che potesse produrre figlie Bruno, cosa impossibile visto che erediterebbero inevitabilmente anche la mutazione Agata. Insomma, mi sono concesso una scorrettezza (io che sono così pignolo) per salvaguardare i lettori meno profondi, sperando nell’indulgenza degli altri che possono comprendere il motivo.
Dei suddetti accoppiamenti il migliore è il quinto poiché si hanno sia maschi che femmine Isabella ed altrettanto negli Agata.
Ottimo senza insistervi troppo il primo ove si hanno tutti Isabella.
Ottimo anche il secondo anche se ha il limite di dare solo femmine Isabella.
Poco opportuno il quarto poiché si ha solo la metà delle femmine Isabella e soprattutto poiché si ha solo la metà dei maschi Agata portatori che non sono distinguibili dai puri.
Poco opportuno il terzo dal quale non si hanno Isabella, ma solo maschi Agata portatori.
Non utile evidentemente il sesto per gli Isabella, poiché nascono solo Agata puri. Questo è l’accoppiamento principe per gli Agata.
Si badi che la buona o cattiva qualità, in entrambi i tipi, può apparire in tutti gli accoppiamenti suddetti.
La qualità o la sua mancanza, nella prole, dipendono dalla qualità o mancanza di qualità dei riproduttori, e dall’assortimento degli stessi.
 

Giovanni Canali

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