Origine del canarino mosaico

L'origine del mosaico è tradizionalmente attribuita all'ibridazione col cardinalino del Venezuela (Carduelis cucullata).
Già da molti anni sostengo che tale convinzione non è corretta e su questo tema ho già scritto numerose e precise critiche a cominciare dall’articolo antico - Le “categorie” del canarino - G. Canali S. Gasparini I. O. n°3 marzo 1982, poi il mio testo '' I colori nel canarino'' ed. F.O.I. 1992/99 ed ancora numerosi articoli, ma ancora oggi molti sono legati a quello che considero il vecchio mito del cardinalino.
Ritengo che la forma selvatica, come categoria, in tutti i fringillidi sia quella ''brinata'' e che l'intenso e il mosaico siano da ritenere delle mutazioni, per ora esclusive del canarino.
In effetti che la forma selvatica del canarino sia il brinato è discusso da pochissimi. Mentre molti ritengono essere intenso il maschio del cardinalino e mosaico la femmina. Tale tesi è, a mio parere del tutto insostenibile.
L'intenso è una mutazione dominante e sub letale già questo consente di escluderlo come forma selvatica, inoltre basta osservare il cardinalino per accertare che non corrisponde ad un canarino intenso. Nell'intenso il piumaggio ha una struttura particolare con un accorciamento delle barbe con conseguente riduzione del vessillo e quindi restringimento della penna, restringimento non tanto accorciamento come comunemente si dice (Zingoni, Del Prete 1982). Mentre nel cardinalino maschio, la penna è del tutto normale, come nella femmina. Non solo ma si nota la brinatura concentrata nella zona ventrale, che diventa biancastra.
Nei maschi cardinalini mutati, “doppi diluiti”, con fortissima riduzione eumelaninica, la faccia invece che nera appare biancastra, creando una situazione drasticamente opposta a quella di un canarino mosaico e del tutto sconosciuta negli intensi. Questo se vi è elevata presenza di sangue cardinalino, altrimenti in incroci recenti, la maschera può apparire arancio, visto che il lucherino, da cui la mutazione deriva, ha una condizione diversa. Va precisato però che non è certo se la faccia del cardinalino mutato sia così per effetto di brinatua o per semplice carenza lipocromica, di conseguenza non è del tutto probante.
In effetti lipocromo sotto il nero non dovrebbe servire, tuttavia in altre specie come il lucherino testa nera il lipocromo permane come mostrano i mutati.
Tornando alla zona ventrale, si sa che anche nel canarino intenso difettoso si possono notare tracce di brinatura, specialmente in alcune zone fra cui appunto quella ventrale, ma neppure nel canarino intenso peggiore la brinatura residua fa diventare biancastra la zona suddetta come nel cardinalino.
Per quel che riguarda la femmina cardinalina somiglia ma non è uguale alla canarina mosaico.
Mancano i ciliari e le spalline sono minori; infatti le copritrici marginali sono melaniniche vale a dire il bordo è nero, nelle “doppio diluito”, il bordo appare biancastro. L’aspetto spalline è però discutibile, poiché nel bordo potrebbe esserci accentuazione di brinatura ma anche, in alternativa, carenza lipocromica analogamente alla maschera del maschio.
Inoltre è diverso il petto; infatti mentre nella canarina abbiamo la carena, oppure se è difettosa, nulla o all'inverso tutto il petto soffuso, nella cardinalina c'è una situazione che non si verifica mai, proprio mai nella canarina e cioè una sorta di ferro di cavallo, in effetti si nota il lipocromo in tutta la parte alta per poi scendere sui lati.
Infine se la tesi del maschio intenso e della femmina mosaico fosse esatta, non si capirebbe come mai, l'intenso possa essere solo nei maschi e il mosaico solo nelle femmine anziché indipendenti come nel canarino.
Come spiegare questa situazione? Secondo me è abbastanza semplice, il cardinalino è un brinato come tutti i fringillidi e per ragione del dimorfismo sessuale molto accentuato, il maschio è così poco brinato (zona ventrale a parte) da diventare simile ad un intenso canarino, mentre nella femmina la brinatura è così accentuata da renderla simile ad una mosaico canarina.
Anche le ibridazioni confortano questa interpretazione; infatti accoppiando il cardinalino con una canarina brinata si hanno solo ibridi brinati, per averne di intensi occorre la canarina intensa e per averne dei mosaico occorre che il mosaico sia già presente nella femmina canarina, almeno latente.
La forma brinata è recessiva sia nei confronti dell'intenso che del mosaico, mentre l'intenso pare dominante verso il mosaico, in una molto probabile serie allelica.
Il mosaico si può quindi facilmente inquadrare come un super brinato, non degenerativo, prodotto da mutazione di modestissimo rilievo, dominante autosomica con presenza di geni modificatori, stante le diverse espressioni.
C’è anche chi vorrebbe considerare mosaico anche il maschio cardinalino, ma ne è l’esatto opposto, tranne l’addensamento di brinatura nella zona ventrale, che si badi, è spesso molto brinata anche nei canarini brinati.
Inoltre la “faccia” del cardinalino è nera e in quelli mutati “doppi diluiti” biancastra, almeno in quelli più dotati di geni cardinalini, anche se questo aspetto potrebbe essere una carenza di lipocromo e non un fatto di varietà, come già spiegato.
Le zone di elezione intense, va chiarito, che sono intense solo per la saturazione di pigmento, non per la struttura del piumaggio che permane normale. Va poi ben sottolineato che le zone di elezione maschera facciale spalline e codione, sono presenti anche nei canarini brinati, e corrispondono a quelle dei mosaico. Se qualche differenza c'è a livello di mascherina o ciliari specialmente fra le femmine, è solo una questione di selezione.
Non a caso, spesso si seguono due linee selettive nei mosaico, una per i maschi e una per le femmine.
Esaminando, preferibilmente alla mano, i brinati, si notano molto bene le zone di elezione intense. Se a molti passano inosservate è perché risaltano meno, essendo circondate da lipocromo uguale ancorché brinato invece che da effetto biancastro come nei mosaico.
In buona sostanza la mutazione mosaico agisce aumentando la brinatura fino al biancastro, non essendo interessate le zone di elezione vengono così messe in evidenza, con l'effetto cromatico di contrasto che ben conosciamo.
Come ulteriore argomentazione posso aggiungere, che il dimorfismo sessuale è di regola un fatto ormonale, pertanto se derivasse dal cardinalino che avrebbe così trasmesso il suo dimorfismo, come sostengono i fautori della vecchia tesi, non potremmo avere i maschi mosaico.
Dovremmo avere maschi brinati o al massimo simili all’intenso, ma a piumaggio normale, analogamente al maschio cardinalino.
La presenza di maschi mosaico, venne in un primo tempo negata, si parlava di brutti brinati, ma poi di fronte all'evidenza venne accettata, ma senza dare alcuna spiegazione plausibile.
Anche l’esistenza dei gialli mosaico all’inizio venne negata da alcuni, per la lontananza dal cardinalino. Un bravo collega giudice rischiò di essere bocciato all’esame da un fautore del cardinalino per aver osato prospettare i gialli mosaico! Poi di fronte all’evidenza anche il mosaico giallo venne accettato, da alcuni “obtorto collo” ma senza autocritica.
A questo punto è bene ricordare che anche il canarino è dimorfico, anche se con un dimorfismo molto meno accentuato rispetto ad altre specie, come il cardinalino.
Nel canarino, a livello di melanine, vige la regola generale che vede più accentuate le eumelanine nel maschio e le feomelanine nella femmina, inoltre il maschio ha più accentuati i mustacchi e la femmina le striature dei fianchi e le piccole striature comprese fra i mustacchi, anche questa è tendenza generale.
Il lipocromo è leggermente maggiore nei maschi.
Nella brinatura si nota una accentuazione nella femmina, mentre le zone di elezione sono più ampie nei maschi.
Queste caratteristiche dimorfiche sono ampiamente comuni, con diverse espressioni ad altre specie (verzellino, verdone, lucherino ecc…), non deve quindi per nulla stupire la somiglianza, per giunta molto parziale, fra la canarina mosaico e la cardinalina.
Il dimorfismo della categoria brinato si ripercuote, pari, pari, sulle forme mutate intenso e mosaico.
Le femmine intense sono meno intense; infatti presentano molto spesso brinature, ben conosciamo le differenze fra mosaico maschi e femmine.
Queste differenze sono ulteriormente accentuate dal fatto che per avere mosaico da esposizione, spesso si selezionano due linee diverse, maschile e femminile, ove le femmine della linea maschile hanno talora caratteristiche più ''mascoline'' specialmente a livello di mascherina rispetto ai maschi della linea femminile, che sono ridotti ai minimi termini con maschere basse e spesso spezzate. Ciò al fine di avere,nelle femmine, i piccoli ciliari richiesti dal discutibile standard.
Il fatto è che i ciliari in natura non esistono! Non li ha la canarina, che ha invece una mascherina e non li ha neppure la cardinalina, che non ha nulla, ed anche ammesso e non concesso, che avesse a che fare col mosaico, non potrebbe avere trasmesso ciò che non ha!
Personalmente sono molto perplesso di fronte alla necessità di due linee selettive, ma se si vogliono ottenere risultati espositivi, con gli standard attuali, sono necessarie. Del resto se si vogliono avere differenze superiori a quelle naturali, la forzatura è d'obbligo, anche se molto discutibile.
Nel mosaico il dimorfismo sessuale, senza selezione anomala, è corrispondente a quello del brinato e viene solo sottolineato e non effettivamente aumentato, dalla super brinatura.
Per avere un apparente, ripeto apparente aumento del dimorfismo sessuale, si deve forzare con due linee, come già spiegato, non vado oltre per non andare fuori tema.
Quello che vorrei sottolineare ora è che il mosaico va considerato rigorosamente una categoria, come del resto già spiegato. Dico questo perché a volte si sente parlare di mosaico intensi e brinati.
Il mosaico ha una struttura della penna sempre da brinato, i cosiddetti mosaico intensi sono quelli più equilibrati, mentre i cosiddetti mosaico brinati sono in eccesso di brinatura, che interessa molto anche le zone di elezione ed anche il piumaggio spesso è in eccesso. Inoltre nessuno ha mai visto mosaico a doppio fattore intenso, neppure io che in un ceppo, anni fa, accoppiavo mosaico equilibrati (i cosiddetti intensi) per intensi portatori.
Per valutare la somiglianza fra brinati e mosaico è utile osservare soggetti non selezionati o mal selezionati delle due categorie che finiscono col confondersi, a volte per classificare maschi pessimi ci si rifugia nel considerare il taglio netto nella zona cloacale tipico del mosaico, altrimenti non se ne esce.
Anche la valutazione di razze non di colore ci fa ben capire il dimorfismo del brinato, consiglio in particolare di osservare il malinois che ha un' espressione evidente e a mio avviso corrispondente a quella del canarino selvatico. Ovviamente è il canarino selvatico il primo da osservare in ogni caso, per capire bisogna partire dall’inizio. Le somiglianze col mosaico, nei casi suddetti sono notevoli, tanto che alcuni, erroneamente, pensano che il canarino selvatico sia mosaico.
Un altro aspetto da non sottovalutare è che se si trasmettesse il dimorfismo sessuale del cardinalino al canarino, a rigore di logica, dovrebbe riguardare tutte le caratteristiche e non solo la categoria. Pertanto ci si dovrebbero aspettare anche somiglianze nel tipo. Sarebbe logico che nei melaninici mosaico vi fosse minore espressione meleninica nelle femmine.
Non si capirebbe poi, se il mosaico fosse frutto del dimorfismo del cardinalino, come soggetti canarini, imparentati strettamente col cardinalino e molto rossi, possano essere brinati uniformi.
Può accadere che anche ibridi (F1) maschi brinati presentino una brinatura molto uniforme.
Alcuni (Castellanza ed altri) hanno ipotizzato che il mosaico sia presente nel verzellino(Serinus serinus) e che l’abbia trasmessa al canarino.
Questa è un'ipotesi più solida di quella del cardinalino, o quantomeno, non così evidentemente errata, ma io non la condivido. In effetti come categoria il verzellino somiglia al canarino mosaico e non solo la femmina, ma anche il maschio, anche se non vi è certamente perfetta identità e le differenze si notano.
Inoltre le osservazioni sulle ibridazioni ci allontanano da questa ipotesi. Essendo il mosaico dominante sul brinato, gli ibridi del verzellino col canarino, potrebbero essere solo mosaico o intensi; invece si nota anche la presenza di brinati, non solo, ma in ceppi di canarino ove è stato inserito il verzellino, il mosaico non appare, a meno che non fosse già presente nei canarini di quel ceppo.
E' da ritenere quindi, che il verzellino sia più brinato del canarino e che la mutazione mosaico di super brinatura avvenuta nel canarino, li abbia resi più simili, ma non la stessa cosa.
Altre spiegazioni, sull’origine del mosaico, ci sono state, ma non le considero poiché palesemente errate; del resto le ho già definitivamente confutate in altre sedi.
Sintetizzando possiamo ricordare i punti base, fra i vari indicati, per escludere l'origine cardinalina.
1) Presenza di maschi mosaico incompatibili col dimorfismo sessuale del cardinalino.

2) Il mosaico è una categoria diversificata e le categorie diversificate, per ora, sono un fenomeno esclusivo del canarino.

3)Le zone di elezione intense fra brinai e mosaico canarini, selezioni a parte, coincidono, mentre non coincidono completamente con la cardinalina. In particolare a quest’ultima, mancano i ciliari.
Inoltre cambiano anche le soffusioni sul petto, che appaino come a ferro di cavallo e non a carena.

Si potrebbe pensare, come quarto punto anche al fatto che i maschi cardinalini hanno la maschera nera e biancastra nei doppi diluiti, ma questo è discutibile; infatti potrebbe anche non essere una accentuazione di brinatura ma carenza lipocromica, lo stesso dubbio sul bordo delle spalline femminili.
C'è ora da chiedersi, perché è nata questa convinzione? Ritengo per la somiglianza con la cardinalina non ben approfondita, inoltre è possibile che la mutazione mosaico si sia verificata in soggetti a fattori rossi, facilitando l'equivoco.
E' anche possibile che la mutazione mosaico, fosse preesistente all'ibridazione col cardinalino ma che non sia stata notata. In effetti un mosaico non selezionato si differenzia poco, rispetto ad un brinato abbondante, specialmente ad una osservazione non attenta. Può essere che nei canarini a fattori rossi si sia prestata più attenzione notando tale carattere.
Non possiamo concedere nulla al cardinalino? Al massimo si potrebbe ipotizzare che la mutazione mosaico sia stata favorita in qualche modo, dalla sua ibridazione. Personalmente però non ci credo affatto e propendo per la preesistenza.

Precisazioni ribadite.

A) Poiché vi sono sempre discussioni ed equivoci su questi temi, preciso ulteriormente che la mutazione mosaico è di modestissimo rilievo, non a caso mosaico pessimi si confondono facilmente con brinati pessimi.
Per fortuna che viene in aiuto il taglio netto sulla zona ventrale nei mosaico.
Le differenze rilevanti dipendono dalla selezione.
Le zone di elezione intense non sono prodotte dalla mutazione mosaico, ma sono preesistenti nel brinato, non si ha quindi una produzione di bianco gessoso e di intensità, ma solo di bianco gessoso. Non è quindi, condivisibile ritenere come fanno alcuni (prof. G. de Baseggio ed altri) che si prospetti una mutazione troppo insolita e potente, tutt’altro.

B) Il concetto di super brinatura, così come prospettato da me, non si può confondere con la super brinatura degenerativa che si ha accoppiando in purezza fra brinati e/o mosaico.
La super brinatura degenerativa intacca le zone di elezione, anche di molto. La super brinatura del mosaico, ritengo accentuata dall’effetto additivo di geni modificatori, non è degenerativa e non intacca, neanche minimamente, le zone di elezione, che anzi vengono evidenziate.
Diventa un problema quando coesistono, unendo selezione razionale e degenerazione negli accoppiamenti in purezza fra mosaico, ove si fatica a districarsi.

C) Ritenere che vi sia un aumento del dimorfismo sessuale col mosaico, non è corretto.
C’è solo una sottolineatura.
Da un solo ceppo non possono uscire soggetti vincenti, almeno non nei lipocromici dove la categoria ha un peso maggiore, sia di sesso maschile che di sesso femminile. Da qui la necessità di due linee, stante gli attuali discutibilissimi standard. Le femmine della linea maschile, a volte, hanno caratteristiche mascoline maggiori dei maschi della linea femminile.
Un aumento vero del dimorfismo sessuale richiederebbe una selezione ad hoc, ma i risultati, qualora ci fossero e non è detto, penso che sarebbero modestissimi.

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