Canarino Italico

Inviato da Charles_forever il Sab, 06/08/2011 - 23:20

Salve, sono un allevatore di canarini di molti anni fa, da molti anni ho abbandonato questo hobby per motivi, ahimè, di salute.

Già diversi anni fa leggevo articoli del Prof. Menassé, del Susmel e di altri in difesa e tentativo in extremis di salvare dall'estinzione e dall'oblio questo canarino, più una popolazione che non una razza, o meglio una razza-popolazione.

Ancora venticinque anni fa, prima che nascesse mio figlio, ricordo che, girando per le campagne, si trovava ancora qualcosa di risalente a secoli prima, seppur meticciato, incrociato e devalorizzato da una cultura dell'immagine per cui tanti soldi = molto bello. Ora ho deciso di effettuare una ricerca approfondita, in due direzioni:

1) Definire se è veramente esistita una "razza" Italica, e capire "come era".

2) Cercarne qualcuno.

Su di un sito a diffusione nazionale sto pubblicando le mie tesi. Il Canarino (Comune) Italico potrebbe risalire ad un fatto storico cui accenna Pietro Olina nel suo volume "Uccelliera" del 1622, e che viene confermato da fonti storiche Spagnole e Lusitane. Nel 1530 circa naufragò un vascello carico di canarini presso l'Elba, questi si riprodussero abbondantemente e consentirono ai locali, previa cattura di numerosi esemplari, di iniziare lucrosi allevamenti ed esportarne in tutt'Europa. Secondo l'Olina questi soggetti, che egli definisce "bastardi" erano leggermente diversi dagli altri. Pare che in quei secoli si ponesse grande attenzione all'Isola di provenienza dei soggetti, ad esempio quelli di Capo Verde e di Las Palmas erano considerati grossi e tonti, mentre quelli di Gran Canaria e Tenerife erano grandi cantori, pur se con canti assolutamente differenti (le razze domestiche potrebbero essere nate da queste differenze).

E l'Italico? Credo di aver svelato l'arcano, cioè credo che, se era vera la storia del vascello, ed avendo prima fatto tappa a Lisbona, che questo trasportasse non già canarini delle Canarie, ma bensì delle Azzorre, di Madera o delle Isole Selvagge. Infatti, questi ceppi corrispondono sia alla descrizione dell'Olina, sia ai miei ricordi vivissimi d'infanzia, soprattutto per ciò che concerne il portamento dei maschi, che io definisco "a Fringuello".

A questo punto ho iniziato le ricerche, che, desolantemente, mi hanno quasi sempre portato verso il nulla più vuoto possibile. Imperano infatti i meticci di Gloster, Mosaico, e quant'altro, ma niente Italici o loro possibili meticci. Solo in due casi, presso un allevatore che teneva il suo ceppo da oltre 50 anni, con poche immissioni, ed un altro da più di 30, con qualche immissione in più, ma sempre con perfetta riconoscibilità dei soggetti, sono giunto al possesso di sei soggetti "interessanti". Oltre al portamento molto vicino ai soggetti delle Azzorre, hanno melanine da nerobruno ancestrale, abbastanza vistoso dimorfismo sessuale, tanto da discernere a colpo d'occhio maschi e femmine. Gambe scurissime come nei migliori Lizard, fortissima colorazione mimetica dei pulli a cui fa seguito una impressionante decolorazione (quasi Lizard style) degli adulti (i novelli sembrano quaglie, gli adulti dei nero-bruno gialli, o verdi che dir si voglia). Il canto è tipo Lizard, o comunque con dei trilli da silvano (anche il richiamo della femmina). Le femmine allevano anche sette-otto-nove soggetti alla volta, ed hanno un istinto materno impressionante. Cito un episodio. Una femmina, in muta, e due suoi pulli (che mi sono stati ceduti insieme dal loro allevatore), nati a fine Aprile, sono stati portati dal veterinario ieri per un trattamento con Ivomec preventivo. Gli adulti ed i loro pulli sono separati da fine Maggio, in due gabbie contigue, ma separate. Messi insieme in una sola gabbia, la femmina, dal Veterinario, accomodava le piume ai pulli e tentava di imbeccarli!

Chiedo se qualcuno fosse interessato a seguire con me questa esperienza, o se qualcuno fosse a conoscenza di qualche matto o qualche Dinamite Bla sperso nelle campagne o su picchi inaccessibili in possesso di qualche possibile soggetto, in ogni caso the search goes on.

Un saluto a chi abbia avuto la pazienza di annoiarsi leggendomi,

Carlo Balestrazzi

charles.balestrazzi@gmail.com

Comments

Ho letto con molto interesse il Suo intervento sul canarino comune italiano e ho pensato di fare qualche osservazione che se vorrà potrà leggere in questo mio intervento. Ritengo sia una ricerca molto interessante e degna di attenzione. Mi auguro che i soggetti reperiti diano i risultati auspicati.
Auspico altresì che l’appassionata ricerca del sig. Balestrazzi, che riscuote la mia viva simpatia e spero non solo mia, dia i migliori risultati.
Cordialmente

Giovanni Canali