Il tipo Agata

Il tipo Agata è il frutto di una mutazione recessiva e legata al sesso. Tale mutazione comporta la riduzione delle melanine; agisce sia sull’eumelanina che sulla feomelanina.
L’eumelanina è ridotta ma non resa sbiadita, il disegno appare sottile e discontinuo ma ben nero nei soggetti tipici, becco e zampe diventano carnicini, sempre nei più tipici, la pelle è pure molto schiarita ed appare grigio chiaro, praticamente biancastra.
La feo diventa color caffelatte, fin quasi a sparire nei più diluiti pigmentati, permane ben visibile negli apigmentati (bianchi) ed avorio.
L’occhio non sembra interessato a vista, ma è da ritenere lo sia anche se in modo non visibile; lo si deduce dal fatto che con le interazioni con mutazioni che agiscono sull’occhio, l’occhio stesso diventa molto più rosso di quanto non lo sia nel tipo Nero corrispondente, ad esempio Nero feo ed Agata feo.
La mutazione ritengo riguardi un gene maggiore e che il carattere Agata sia interessato dall’azione additiva di geni modificatori non legati al sesso, cioè autosomici. Su questo aspetto, non facilissimo, si veda il mio testo.
Nei soggetti tipici il disegno è ridotto, è reso sottile ed interrotto, il bruno feomelaninico è ridottissimo e si vengono a creare aloni periferici diluiti denominati “mandorle”.
Lo standard parla correttamente di massima concentrazione del nero e massima riduzione del bruno in effetti è ciò che appare, anche se il meccanismo di base, non ritengo concentri ma riduca assottigliando.
L’effetto finale è molto piacevole in tutte le varietà e categorie.
Il disegno corrisponde a quello del nero ridotto, non vi sono carenze di sorta. Tanti anni fa molto stranamente si diceva che l’Agata non avesse le vergature, circostanza del tutto errata, le vergature ci sono, anzi sono ben evidenti per la diluizione che le circonda. Non so come possa essere accaduta una cosa del genere; forse vari autori, perfino una vecchia commissione tecnica, hanno riciclato uno strafalcione senza verificare, anche se non ci sarebbe voluto molto per farlo.
La tipicità dell’Agata comporta quindi un disegno sottile, interrotto, nerissimo, completo in ogni sua parte, inoltre la massima riduzione del bruno feomelaninico.
L’Agata non deve essere considerato un “brutto” Nero, ma un Nero ottimo fortemente modificato. Da qui il nero concentrato e non sbiadito.
L’espressione della mutazione cambia da un soggetto all’altro per varie ragioni, le stesse che riguardano il tipo originale Nero e poi per il minore o maggiore apporto dei geni modificatori.
Se vi fossero carenze localizzate del disegno, può accadere specialmente sui fianchi e/o testa, saremo di fronte alla stessa carenza nota nei Nero. Anche una eumelanina poco nera tendente al grigiastro corrisponderebbe allo stesso difetto di scarsità del nero, meno evidente, ma presente pure nei Nero.
Se invece vi fosse un disegno lungo, poco ristretto, continuo, elevata presenza di feo bruna, tracce di nero su becco ed unghie, allora sarebbero difetti propri dell’Agata, vale a dire scarso effetto additivo di geni modificatori.
I mustacchi nei soggetti tipici si mantengono molto evidenti, specialmente nei maschi, mentre le piccole striature comprese fra i mustacchi stessi sono maggiori nelle femmine, esattamente come nei Nero.
La selezione dell’Agata comporta la scelta di soggetti il più possibile aderenti allo standard ed accoppiarli fra di loro. Si possono fare anche accoppiamenti compensativi fra soggetti con difetti diversi o meglio tra soggetti con un difetto non particolarmente grave, con altri che eccellano in tale caratteristica.
Esemplificando un soggetto privo di striature sui fianchi sarà preferibile scartarlo dalla riproduzione poiché difetto grave, ma uno debole di striature sui fianchi, ma non privo, lo si potrà accoppiare con uno a fianchi molto ben disegnati. Naturalmente il soggetto difettoso dovrà essere ottimo o almeno buono nelle altre caratteristiche.
Lo stesso discorso vale per le striature sulla testa.
Tracce di melanina su becco e zampe sono difetto grave che dovrebbe comportare esclusione del soggetto che lo presenta. Sicuramente da escludere i soggetti che hanno il nero non solo sulla punta del becco, la cosiddetta “punta di matita”, ma anche sulla parte iniziale del becco, vale a dire alla radice.
Se la “punta di matita” fosse leggera e le altre caratteristiche almeno molto buone, si potrebbe tentare di tenere il soggetto accoppiandolo con uno a becco e zampe ineccepibili.
Lo stesso discorso per le zampe, se le unghie fossero molto nere si escluda il soggetto, se invece lo fossero poco e ne valesse la pena per altre buone caratteristiche, si può tentare la correzione, accoppiando con un soggetto immune da tale difetto.
Disegno lungo e largo comporta sicuramente l’esclusione dalla riproduzione; infatti sarebbe troppo lunga la via della correzione. Se il disegno fosse un poco lungo, e non troppo largo, allora si potrà tentare la correzione accoppiando con soggetto ottimo, ma solo in caso di necessità, per carenza di soggetti migliori disponibili.
Anche sulle presenze di bruno è necessaria molta severità, escludendo i soggetti molto bruni e solo in caso di necessità utilizzare quelli con poco bruno in eccesso con soggetti ottimi.
Un buon metodo per valutare il bruno è quello di guardare il sopraciglio che deve essere ben diluito.
Si dovrà considerare che, come nei Neri, il bruno può essere maggiore nelle penne non mutate, per le caratteristiche giovanili.
In caso di necessità si possono accoppiare soggetti con difetti diversi, ad esempio un soggetto con striature scarse sulla testa, ma molto diluito, con un altro molto segnato sulla testa, ma con un filo di bruno in eccesso oppure il disegno leggermente lungo.
Se si desidera allevare solo l’Agata l’accoppiamento migliore è quello in purezza, da cui si hanno tutti Agata.
Inoltre con l’accoppiamento in purezza si vedono bene tutti i difetti, spigherò poi questo concetto.
Un altro accoppiamento, molto classico, è quello Agata per Isabella.
Quest’ultimo accoppiamento è più utile per l’Isabella, ma consente di avere anche ottimi Agata.
Semmai ci vorrà qualche attenzione in più. L’isabella altro non è che l’interazione di Bruno + Agata e segue la selezione dei diluiti, praticamente è la versione bruna dell’Agata, spesso veniva chiamato Bruno diluito.
Nell’Isabella il nero è trasformato in nocciola. Trattasi di eumelanina bruna che si distingue dalla feo essendo più scura; infatti la feo nei diluiti è caffelatte, mentre l’eumelanina bruna è appunto nocciola.
Occorre una certa esperienza per capire se il tono nocciola è tale da poter produrre ottimi Agata; infatti se il nocciola è degradato si avranno degli Agata poco neri fino al grigiastro. Il suddetto difetto negli Isabella è molto diffuso, stante la cattiva abitudine di accoppiare in purezza Isabella x Isabella ed ancor peggio per la tendenza a preferire i soggetti senza un buon nocciola, ritenendoli erroneamente più diluiti, concetto del tutto diverso. Questa tendenza è stata molto diffusa in un recente passato, per fortuna oggi è combattuta.
Un altro aspetto è che l’Isabella non palesa eventuali tracce eumelaniniche su becco e unghie, ma questo non significa che non ci siano e possono riemergere nei figli Agata.
L’accoppiamento fra Agata ed Isabella, resta comunque ottimo, richiede solo un poco di esperienza ed attenzione in più.
In particolare è bene che gli Isabella provengano da ottimi Agata e soprattutto abbiano ottimi fratelli Agata.
Può andare bene anche l’accoppiamento con diluiti (Agata ed Isabella) appartenenti a tipi aggiunti, ad esempio Pastello od Opale, ma qui occorre una certa esperienza.
Si noti che vi sono tipi, come l’Isabella pastello o l’Isabella Opale, che non manifestano il disegno o magari debolmente, ebbene qui non è facile o impossibile capire le potenzialità di disegno dei tipi suddetti.
Quando si accoppiano con Agata classici non è facile prevedere i risultati sugli Agata portatori che nasceranno.
I suddetti accoppiamenti sono utili per gli Isabella di cui sopra, non per gli Agata, ma se gli Isabella, sia pastello che opale provengono da ottimi Agata portatori e soprattutto se hanno ottimi fratelli Agata classici, si possono avere anche Agata ottimi.
Esemplificando: nel 2011 ho ottenuto ottimi Agata classici portatori di isabella e di pastello, che hanno anche vinto molto, nel 2012 ho avuto risultati minori, vincendo poco con gli Agata, poiché pur essendo validissimi nel complesso, erano deboli di fianchi.
Evidentemente gli Isabella pastello usati negli accoppiamenti misti, erano in prevalenza deboli di fianchi anche se tale debolezza non era rilevabile, per l’appastellamento del disegno che c’è negli Isabella pastello.
Quindi nessun danno dall’accoppiamento misto in se e per se, ma il danno può esserci se mancano potenzialità non visibili; inoltre nel caso suddetto, non tutti provenivano da ottimi portatori, ma anche da accoppiamenti in purezza.
In qualche caso il difetto del disegno residuo negli Isabella pastello può essere indicativo per avere buoni portatori, ma non si può approfittarne, poiché prevale la necessità della selezione corretta del tipo Isabella pastello.
Rimane l’indicazione valida dei fratelli Agata classici che però mancano in caso di accoppiamenti in purezza fra Isabella pastello o Isabella opale.
L’Agata è un tipo fondamentale e costituisce la base di tuta la linea dei diluiti. Non si può dire che un ceppo di diluiti sia veramente ottimo se non ne escono anche ottimi Agata classici.
Esemplificando: negli Agata opale non possono esserci disegni veramente ottimi e azzurri senza ottimi portatori classici, utilissimo l’uso dei portatori Agata anche nella selezione del Satiné, per mantenere disegno ed occhi rossi. Inoltre l’effetto importante nell’altro tipo base diluito, l’Isabella come già accennato, quale utile al mantenimento del disegno.
Non ci sono danni o vantaggi per questo o quel fattore latente tranne il Satiné.
Si sappia che solo il Satiné interferisce schiarendo gli Agata portatori in quanto allelico all’Agata.
Tutte le altre affermazioni vanno rigettate come leggende metropolitane.
Un problema è la presenza del Satiné latente negli intensi Agata ed anche Isabella.
Se l’Agata brinato e mosaico portatori di Satiné finiscono con l’assomigliare all’Agata pastello, l’Agata intenso classico portatore di Satiné continua ad apparire come classico, ma di rara diluizione del bruno, circostanza che conferisce un vantaggio fasullo.
È situazione prodotta dalla struttura del piumaggio, infatti essendo il piumaggio dell’intenso più stretto per barbe ridotte, il nero regge nei portatori intensi e non degrada verso il grigio, mentre la feo bruna è ridotta come nei brinati e nei mosaico. Trattasi di circostanza da conoscere e cercare di gestire bene per non considerare gli intensi Agata (ed Isabella) portatori di Satiné superiori agli omozigoti.
Giovanni Canali

Comments

Buonasera , devo dire che è stato molto esaustivo e sono soddisfatto di quello che ho letto.Sono italiano e  vivo in Germania , fin dall’età di 15 anni ho allevato canarini di tutti i colori ( livello principiante, amatoriale ) , ma quello che mi affascina più di tutti gli altri sono l‘agata e gli Isabella e di questi sono orientato ai rossi di entrambi e i bianchi. Vorrei approfondire le conoscenze a partire dalla genetica alla riproduzione,come riconoscere i migliori soggetti e quanto verrebbe a costare un ottimo esemplare,vorrei sapere proprio tutto prima di iniziare nel magnifico mondo degli agata e Isabella.Ringrazio in anticipo, buonaserata .

Saluti Ernesto Guzzi

L’agata è uno dei tipi più apprezzati, un poco meno l’isabella. Non mi pare di poter aggiungere molto a quanto già detto.

Preciso che la varietà non modifica la selezione del tipo, semmai il bianco come l’avorio mette in evidenza la feomelanina, per cui in apparenza i bianchi sembrano meno diluiti, ma ciò solo in apparenza.

Personalmente ritengo che sia meglio non mischiare il rosso con il bianco.

Le suggerisco quindi di fare due linee, una per i rossi ed una per i bianchi, semmai nei bianchi vanno bene i gialli. Decida poi se preferire i bianchi dominanti o i bianchi recessivi. Se opterà per i bianchi dominanti la presenza di gialli è inevitabile. Può avere le spiegazioni, consultando sul sito gli articoli su rossi e bianchi.

Veda anche quello sull’isabella.

Per domande specifiche scriva pure ancora.

Cordiali saluti Giovanni Canali

salve sono un allevatore di canarini di arricciati del nord , e vorrei iniziare a in trodurre un paio di coppie di agata a fattore giallo. e da un po di tempo che ci penso e ora o deciso di prendere due coppie lei cosa consiglia di prendere solo Agata gialli, oppure Agata bianco x Agata giallo , oh Agata giallo x Agata isabella giallo  ho altre mutazioni . Grazie mille e a presto

Allevare solo agata gialli o anche agata bianchi è discrezionale, dipende dai gusti. Per iniziare consiglio agata gialli per poter valutare meglio la varietà, cioè il giallo. Tuttavia nulla esclude di poter cominciare anche con bianchi. Semmai preferirei agata bianchi dominanti, poiché valutando le soffusioni si capisce che giallo hanno. Mentre i bianchi recessivi, non avendo soffusioni, possono nascondere di tutto, anche dei dorati o degli arancio. Veda gli scritti sul bianco dominante e su quello recessivo.

Quanto all’isabella non ci sono grosse ragioni per non cominciare anche con l’isabella da accoppiare con agata, tuttavia per i primi anni forse è meglio limitarsi all’agata che è la colonna dell’allevamento dei diluiti.

Per la selezione della varietà e cioè il giallo veda la scritto sui gialli. Per la selezione della categoria: intenso brinato o eventualmente mosaico, veda gli scritti sulla categoria. Tuttavia meglio cominciare con intensi e brinati da accoppiare fra di loro; il mosaico è più complesso.

Per altre mutazioni o tipi aggiunti, è molto meglio aspettare, è molto bene cominciare dai tipi base.

Distinti saluti Giovanni Canali

Salve Sig. Canali.

Sono a chiederle un chiarimento su questo tipo di accoppiamento :

Maschio Agata Giallo Intenso x Femmina Agata Opale Bianco...

Cosa dovrebbe nascere e se è un accoppiamento appropriato.

Grazie Infinite

Riccardo

L’accoppiamento va bene in linea di massima. È  raccomandabile accoppiare l’opale con portatori, specialmente per neri ed agata, quindi bene l’accoppiamento misto.

Dicerie di segno diverso sono del tutto errate.

Per quanto riguarda l’esito, accoppiando un classico con un opale nascono tutti classici portatori di opale.

Nel nostro caso agata portatori di opale. C’è però la faccenda del bianco. Lei non mi precisa se si tratta di bianco recessivo oppure dominante. Se fosse recessivo avrebbe tutti pigmentati portatori di bianco recessivo, c’è da sperare gialli, ma se il bianco recessivo nascondesse l’arancio potrebbe avere brutte sorprese con lipocromi inquinati di arancio.

Se fosse bianco dominante invece avrebbe metà gialli e metà bianchi dominanti. Non ho precisato agata gialli ed agata bianchi, per sottolineare che la varietà e cioè il giallo o il bianco si trasmette indipendentemente dal tipo.

C’è poi l’aspetto categoria, mi dice che l’agata giallo è intenso, bene, ma l’agata opale bianco è a struttura intensa o brinata? Ometto di precisare sempre il tipo e la varietà poiché la categoria intenso o brinato si trasmette indipendentemente, ma se il bianco fosse intenso avremmo: 25%  di doppi intensi, 50% di intensi eterozigoti e 25% di brinati e questo sempre che il bianco non nasconda il mosaico.

Se invece il bianco fosse brinato avremmo metà intensi e metà brinati. Certo agata pigmentati portatori di opale intensi e brinati, ma intendo sottolineare ancora il concetto di indipendenza dei caratteri che è bene considerare separatamente.

Avrei potuto cavarmela dicendo solo: agata portatori di opale, varietà e categoria bisogna vedere, ma sarebbe stata una risposta ben poco utile. 

Cordiali saluti Giovanni Canali

Con il gravissimo errore commesso recentemente che pretende in disegno nell’isabella opale diventa difficile dare consigli. In linea di massima preferisco l’accoppiamento con portatori, tuttavia nei diluiti è utile, ma non perentorio come nei neri.

Otterrebbe maschi agata opale giallo mosaico e femmine isabella opale giallo mosaico. Paradossalmente le femmine sarebbero più adatte alle mostre se poco diluite e cioè con disegno. Quindi usi la femmina agata opale peggiore con il disegno più pesante. Magari nel prosieguo non esageri. Anche se non esplicitamente l’errore è stato capito e si va di solito verso un disegno non troppo forte, anche per non virare verso il bruno.

Cordialmente Giovanni Canali

Buongiorno. Ho un maschio agata rosso mosaico e una femmina satinè rosso mosaico. È un buon accoppiamento? Grazie. 

Può andare bene. Otterrà maschi agata mosaico rossi portatori di satiné come tali utilizzabili, tuttavia saranno schiariti per il fatto che il satiné è una mutazione allelica all’agata e non dl tutto recessiva verso l’agata. Somiglieranno ad agata pastello. le femmine saranno agata emizigoti (non portatrici) e quindi normali. La qualità dei soggetti dipende dalla qualità dei riproduttori. Ho trattato di questi temi in vari pezzi anche di questo sito. Le consiglio anche di approfondire l’aspetto del mosaico.

Cordialmente Giovanni Canali

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