Ero un bambino di undici anni quando finalmente varcai la soglia di casa con la scatolina di cartone che tenevo ben stretto fra le mani.La gabbietta gia pronta la aprii e con mani fremanti ne introdussi l'uccellino.Che forte emozione quando vidi incominciare a muoversi dentro il minuscolo becco di corallo.Non ero alla mia prima esperienza ma ero emozionatissimo e come ipnotizzato continuavo ad osservarlo con stupore. Sono sempre stato attratto dalle miniature ed il becco di corallo era veramente minuscolo,piccolino ma elegantino e con quel suo continuo movimento coda a destra testa a sinistra e viceversa era davvero molto simpatico.Un giorno mentre ero in camera mia udii delle note mai udite prima.Erano note melanconicamente tristi ma dolci e bellissime.Poi mi accorsi che ad emetterle era il mio caro becco di corallo,del quale,ancora oggi,quando ne ricordo quel particolarissimo suo canto, sono capace di emozionarmi.Il destino,ahimè,puo essere crudele anche verso un acerbo bimbo di sol 11 anni,e così,una mossa maldestra ed il becco di corallo volò via.La porta del balcone era aperta ed egli in pochi attimi la varcò e volò fino ad un vecchio albero che distava 20 metri circa da me .Lo intravidi per un attimo ancora appollaiato su di un ramo per poi schizzare via come un missile fino a quando lo persi di vista.Un nodo alla gola mi impediva di respirare ,come in preda ad una paralisi rifiutavo di credere ai miei occhi, poi, cercai mia madre e raggiunto il suo abbracio mi lasciai andare ad un pianto di dolore.Trascorsi tutto il giorno sbirciando di tanto intanto dalla finestra mettendo a fuoco l'albero con tutti i suoi rami il quale da quel giorno assunse una forma diversa,lo vedevo quasi come un mostro cattivo come se gli avessi addossato parte della colpa del'evento funesto.Trascorsi due giorni.ancora addolorato mi affacciai ancora una volta dal balcone e mentre la rassegnazione si faceva strada dentro di me ad un tratto intavidi fra il fogliame del vecchio albero una minuscola sagoma di uccellino e mentre tentavo di mettere a fuoco l'immaggine l'uccellino spiccò un velocissimo volo verso di me, mi superò, entrò in cucina e si appoggiò sul grande lavabo ove la mia cara mamma lavava i suoi tanti panni.Era il mio caro becco di corallo.Come in preda ad un euforia stentavo a crederci e non riuscivo a prendere iniziativa,poi raccolsi le mie energie e mi avvicinai per prenderlo.IL piccolino non tentò di fuggire ma si fece prendere senza opporsi e così lo introdussi nella sua gabbietta.Non riuscirei mai a descrivervi la gioia che provavo,posso dirvi che girandomi per chiudere la porta incrociando il vechio albero lo vidi per un attimo tutto gremito di fiori bianchi come luce. I miei giorni furono giorni felici e quando facevo i compiti di tanto intanto il mio caro becco di corallo cantava col suo verso sibilante e dolcissimo allietantomi tanti ma tanti giorni della mia vita di bimbo.
Fred Morra
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